A Expo 2015 il messaggio di Terra Madre Giovani: “I contadini sono il futuro della terra”

La parata dei giovani produttori a Expo (Foto Omnimilano)

Terra Madre Giovani – We Feed the Planet è l’iniziativa di Slow Food Youth Network e Slow Food tenutasi a Milano dal 3 al 6 ottobre 2015. Si tratta di una grande manifestazione che ha visto riuniti nella città di Expo 2015 migliaia di giovani contadini, produttori e professionisti dell’alimentazione provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di rispondere assieme al grande interrogativo di Expo 2015: come nutrire il pianeta.

Numerose le tematiche affrontate: agricoltura, biodiversità, spreco alimentare, tutela dell’ambiente e futuro del cibo. E lo si è fatto partendo dal basso, dalla terra appunto, e dalla tenacia di chi oggi la lavora unendo passione, dedizione e modernità. “Non avrebbe senso discutere di come nutrire il pianeta nel futuro senza la presenza dei giovani, specialmente gli Small Scale Producers” dichiarano dallo Slow Food Youth Network. “Con la loro vicinanza al territorio e al sapere pratico, fanno molto di più che produrre cibo. Ci insegnano come proteggere i semi, le piante, le razze animali, l’acqua, il suolo e le altre fonti non rinnovabili della nostra alimentazione. Possono mostrarci come il loro lavoro non riguardi soltanto il nutrimento ma la gioia di vivere: la felicità che arriva dalle cose buone e belle, dalla condivisione, e dalla saggezza che preserva la Terra in modo da renderla migliore per le future generazioni”.

E a conclusione della tre giorni, lo stesso fondatore di Slow Food Carlo Petrini interviene per ringraziare tutti i giovani contadini 3.0 e per lasciar loro un messaggio. “Chi ha in testa lo stereotipo del vecchio contadino, sbaglia!” afferma Petrini. “Essere contadino non è un retaggio del passato. Voi siete il futuro della terra, perché lavorate con la terra e dalla terra prendete questa energia. Chi lavora la terra è il tutto, non la parte, ed è questo messaggio che vogliamo passi. Non siamo qui un’assise di contadini, la parte dell’umanità che si fa carico della complessità del vivere perché il cibo è l’unica cosa che ci rende viventi” continua Petrini. “La più grande gioia per una persona è vedere che ciò che ha costruito continua: ricordatevi ragazzi, quando costruite qualcosa ci deve essere la gratificazione per quello che fate, ma nello stesso tempo mettete i presupposti perché il vostro lavoro abbia una continuità. Hanno ragione i nostri amici francesi quando usano l’espressione durable. Ho l’impressione che l’attività di Slow Food e il progetto di Terra Madre Giovani siano durable. Abbiamo costruito con caparbietà un’idea e questa oggi ha le gambe, le mani, il cuore di una nuova generazione presente in questa platea. E anche se non vi conosco tutti personalmente so che voi continuerete su questa strada, e ricordate: farete meglio dei fondatori”.

Petrini ha quindi ringraziato per il lavoro svolto tutta la rete di Slow Food Youth Network che ha organizzato l’evento, cimentandosi per la prima volta con l’imponente macchina organizzativa che ha portato 2500 giovani produttori da oltre 120 paesi a Milano e ha invitato la platea: “Fate Terra Madre a casa vostra. Fate nascere Terra Madre nei nostri villaggi: la rete si costruisce, si amplifica per irradiazione. In questo modo costruiamo un’organizzazione non verticistica, piramidale. Costruiamo un’organizzazione che si allarghi. Se ci sono meno strutture e più idee meglio stiamo in salute e in felicità”.

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