Disturbi alimentari: Pica, mangiare sostanze non commestibili

La Pica è un disturbo dell’alimentazione che si caratterizza per la persistente ingestione di sostanze non nutritive, non alimentari per un periodo di almeno un mese. Le sostanze ingerite possono essere di vario tipo: carta, sapone, stoffa, capelli, lana, terra, gesso, vernice, gomma, metallo, cenere, terra, ciottoli, ghiaccio. Il comportamento di ingestione non fa parte di una pratica culturalmente o socialmente sancita.

Nel Dsm IV questo disturbo era inserito nel paragrafo “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione dell’infanzia o della prima fanciullezza” del capitolo “Disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta nell’infanzia, nella fanciullezza o nell’adolescenza”.

Generalmente l’esordio avviene in età infantile (al di sopra dei 2 anni) anche in presenza di uno sviluppo normale, mentre negli adulti si associa frequentemente a disabilità intellettiva o altri disturbi mentali. Anche se in alcuni casi siano stati riscontrati deficit di vitamine o di sali minerali (ferro, zinco), di solito i soggetti affetti da Pica non riportano anomalie biologiche specifiche.

Le conseguenze mediche della Pica sono ostruzioni intestinali, avvelenamento da piombo come conseguenza dell’ingestione di vernice o di intonaco impregnato di vernice, infezioni come toxoplasmosi o toxocariasi come conseguenza dell’ingestione di feci o sporcizia, deficit nutrizionali.

Generalmente la Pica scompare dopo alcuni mesi, raramente perdura in età adulta.

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