Obesity Day 2016, a dieta la metà degli italiani

La 16esima edizione dell'Obesity Day si apre con il 49% degli italiani a dieta per sovrappeso e/o patologie. Qual è la chiave della prevenzione?

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Scorretta alimentazione e inattività fisica sono, insieme al fumo e all’abuso di alcol, i principali fattori di rischio responsabili dell’86% delle morti in Europa e in Italia, che influiscono sul 75% della spesa sanitaria. Questi i numeri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da cui è partita la 16ma edizione dell’Obesity Day, la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sull’obesità, promossa ogni anno il 10 ottobre dall’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica – ADI. In questa giornata i 150 centri di dietologia ADI hanno offerto in tutta Italia incontri e consulenze gratuite, per fornire agli adulti e di conseguenza ai bambini consigli su come modificare il proprio stile di vita, prendere per il verso giusto una dieta e fare propri i principi che stanno alla base della nuova piramide alimentare mediterranea.

«La nuova piramide alimentare mediterranea dovrebbe essere studiata in tutte le scuole e fatta propria in tutte le famiglie – ha dichiarato Antonio Caretto, presidente ADI. – L’alimentazione preventiva, fatta attraverso il lavoro e i menù delle mense scolastiche elaborati dalle Asl e dagli operatori sanitari qualificati, aiuta i bambini a tenere un comportamento alimentare corretto nel rispetto delle porzioni, della biodiversità e stagionalità dei prodotti e allo stesso tempo contribuisce alla convivialità e alla socializzazione. Elementi che aiutano a prevenire e a contrastare l’insorgere di patologie come l’obesità che in Italia coinvolge il 9,8% dei bambini e il sovrappeso (20,9%)». 

ITALIANI A DIETA: I DATI. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixé  il 25% degli italiani nell’ultimo anno ha seguito una dieta dimagrante mentre un sostanzioso 14% ha cambiato il proprio regime alimentare a causa di una patologia come diabete, pressione alta, colesterolo o celiachia. Una esigenza determinata dalla presenza in Italia di quasi 6 milioni di obesi e di 21 milioni in sovrappeso, poco meno del 60% del totale della popolazione. Il problema anche se diffuso in modo capillare lungo tutta la penisola riguarda maggiormente i maschi nelle regioni del mezzogiorno con ampi tratti di costa come il Molise dove gli “oversize” raggiungono il record del 64,8%, la Campania (61,6%), la Sicilia (60,6%) e la Puglia (59,1%) mentre per le femmine, la Basilicata (46,5%), la Puglia (44,1%), la Campania (43,7%), il Molise (43,4 per cento) e la Sicilia (40,8%). Sul versante opposto i cittadini piu’ in forma – continua la Coldiretti – si trovano in Trentino-Alto Adige, in Valle d’Aosta, in Piemonte e in Lombardia che non hanno lo sbocco al mare ma che possono approfittare dei grandi laghi per mettersi in libertà.

GLI ITALIANI SEMBRANO VOLER CAMBIARE ROTTA. Si registra tuttavia una tendenza verso il miglioramento degli stili alimentari che passa attraverso la riscoperta della dieta mediterranea. Nel 2015 si è avuta una svolta, con un aumento degli acquisti che va dal +5% per il pesce al +19% per l’olio di oliva ma cresce anche la spesa per la frutta (+5%), per gli ortaggi freschi (+3%) e per la pasta secca (+1%). Una storica inversione di tendenza che ha fatto registrare un boom nel 2016 con i consumi di frutta e verdura che hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona. Il risultato è che – precisa la Coldiretti – quest’anno il consumo procapite di frutta e verdura sfiorerà i 320 chili a testa.
La dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito agli italiani fino ad ora – continua la Coldiretti – di conquistare il record nella longevità: nell’Unione Europea l’Italia si colloca al primo posto con 80,3 anni per gli uomini e al terzo per le donne con 85,2 anni.

DIETA E MOVIMENTO REGOLARE. Gli esperti ADI hanno posto grande attenzione all’importanza di fare movimento con regolarità. È fondamentale scegliere attività fattibili in qualsiasi momento della giornata come camminare a passo spedito per 3 volte alla settimana, per almeno 45 minuti oppure salire e scendere un solo piano di scale di seguito per 15 minuti, un paio di volte al giorno.

«Uno stile di vita salutare e attivo è in grado di modificare in senso positivo sia la qualità e sia la durata della vita di ciascuno di noi – ha dichiarato Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione ADI – L’attività fisica è il principale fattore in grado di influenzare positivamente la nostra salute. Non serve strafare o sudare copiosamente. La chiave di lettura di un buon uso dei proprio muscoli è costituita, durante l’attività fisica, da un ritmo cardiaco accettabile e dalla sensazione di piacere, con respirazione appena più frequente e profonda».

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